Responsabilità, resistenza e paura nel trainare - Santelli Online

Responsabilità, resistenza e paura nel trainare

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Antonio Ezio Bertoletti

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Descrizione

Il testo, scritto durante la terza fase della pandemia di Covid-19, aggiornato dopo oltre un anno e completato a distanza di due, è lo strumento che ha permesso all’autore di interiorizzare gli eventi, gestire le emozioni, organizzare le idee e analizzare quanto sperimentato nella fase emergenziale. Al racconto intenso di quei mesi terribili segue la narrazione del periodo successivo in cui, forte di una nuova consapevolezza, si è trovato a gestire una vicenda personale complessa senza mai perdere il coraggio e la forza interiore che ha addestrato e rafforzato in quei mesi terribili trascorsi in trincea. Il titolo è il richiamo a un filo conduttore che riassume e spiega il suo essere, una metafora potente, ispirata alla figura del locomotore ferroviario E656, simbolo di resistenza, trazione e continuità. La responsabilità, la titolarità, la paura, l’imperativo di dover esserci sempre, il senso del dovere, la capacità di resistere sono diventati oggi per lui gli strumenti per affrontare il disagio di un nuovo stato di salute che ha cambiato, ancora una volta, la sua vita, senza spezzare la sua resistenza. Ora l’autore sta percorrendo un nuovo, difficile tracciato: quello della consapevolezza di una condizione nuova, quello dell’accettazione del supporto necessario per riprendere, forse meno faticosamente, a trainare.


L'Autore

Antonio Ezio Bertoletti, pavese, classe 1974. Infermiere. Marito, papà. Gli piace camminare, concentrato, su ciò che lo circonda. Quando riesce trascorre del tempo nelle stazioni ferroviarie a osservare i treni, gli piacciono i mezzi agricoli in opera: di entrambi è affascinato dai suoni. Si occupa di giardinaggio e si diletta a trafficare nel bricolage.

Dettagli

Genere Biografia
Editore Brè Edizioni
Data uscita 15/07/2026
EAN 9791257760151
Pagine 107
Formato 15 x 21 brossura
Lingua Italiano

 


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3 recensioni
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    Laura B.
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    16 ore fa
    Che emozione!!!

    Ci sono libri che ti fanno compagnia altri che ti emozionano profondamente, questo libro appartiene alla seconda categoria.

    L’autore, con estrema sensibilità, ci ha ricordato un periodo che sembra lontanissimo, ma che in realtà non lo è, per niente. Inoltre ci ha aiutato a comprendere le difficoltà, le fatiche titaniche, le delusioni, ma anche le soddisfazioni, che ha dovuto affrontare il personale sanitario, per sconfiggere un Mostro assolutamente sconosciuto.

    Grazie per la toccante testimonianza!

  • AZ
    Alessandra Z.
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    2 giorni fa
    La parte che mancava della storia

    Ho letto con molto piacere il libro di Bertoletti. Purtroppo non lo conosco di persona ma ho la fortuna e l’onore di conoscere sua moglie Cristina. Il mio faro insieme ad altri due angeli durante le terapie.

    Io sono una paziente da quando ero veramente piccola. Una paziente di quelle serie, che spesso stanno male e che hanno una malattia poco curabile. Vivo il San Matteo più di quanto possa vivere ogni altro posto oltre alla mia casa. Vivo i medici e gli infermieri che mi aiutano nel percorso. Ho vissuto da ricoverata tutto quello che viene descritto. Grazie a Dio non in quei reparti. Ma l’atmosfera e i rumori erano gli stessi.

    Ho conosciuto infermieri e medici che quel virus lo hanno contratto. E sono gli stessi che una volta guariti sono tornati subito al lavoro. Quel lavoro che per tutti loro è diventata una missione. Quel lavoro che ti porta in molti casi a considerare il paziente parte della tua famiglia. A notare quando sta male, non solo fisicamente, perché lontano dalla sua casa e fare di tutto per regalargli un sorriso. Sono quelle attenzioni e queste persone, che ti porterai sempre nel cuore e sono fiera di far parte di questo mondo a volte considerato troppo poco. Perché mettere da parte i propri bisogni, la propria vita e il proprio tempo per degli “sconosciuti “ non è da chiunque.

    Spero che questo libro venga letto da molte, anzi moltissime persone. Perché è un riflettore puntato su una missione che chi non vive a stretto contatto con loro, non conosce.

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    Roberto A.
    Acquirente verificato
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    2 giorni fa
    La forza di andare avanti

    Ho finalmente ricevuto il libro di Antonio Ezio Bertoletti.

    È così che ho scoperto che Antonio Bertoletti si chiama anche Ezio. Non conoscevo di persona nessuno che si chiamasse Ezio: lacuna colmata.

    Ho conosciuto Antonio, Berto per gli amici, quando era ancora studente e io ero già un infermiere con una certa esperienza. Poi l’ho ritrovato per un certo periodo come collega, in Rianimazione, nel mio gruppo. È da allora che ha cominciato a chiamarmi Capoturno e non ha mai più smesso: neppure quando ha cambiato reparto, neppure quando abbiamo attraversato l’esperienza della pandemia, e neppure adesso, quando ci incrociamo nei corridoi.

    Responsabilità, resistenza e paura nel trainare non sono soltanto le parole del titolo: sono state, per chi era lì, la materia stessa di quei giorni.

    Non ho mai conosciuto un collega, un amico, con una simile caparbietà. Competenza, forza di volontà, coerenza: per Antonio non sono solo parole, ma un modo di stare al mondo. Sempre fedele a se stesso, in qualsiasi condizione. Berto va dritto, costante, ostinato nel senso migliore del termine, come i suoi amati locomotori.

    Sì, perché Berto è anche un ferroamatore. Detto così può sembrare una bizzarria per iniziati, una di quelle passioni incomprensibili a chi le guarda da fuori: locomotive, binari, stazioni, linee, modelli, dettagli tecnici. Ma nel suo caso non è un semplice hobby. È una dichiarazione di poetica personale: andare avanti, seguire una direzione, conoscere il percorso, resistere alla…